Spazio d’incontro di linguaggi tradizionali

non contaminati e di ricerche espressive

contemporanee con spirito di scoperta e

scambio tra diverse discipline e arti

 

tel. 0287186816 - 3336144979                                    Residenze: Milano,  V.le Monza 16  -                            Via  S.G.Emiliani 1 - V.le Lucania 27  



                                                                                                                                            

      

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Mediterranea, dal 1995 a Milano, propone corsi di danza ed iniziative sulle culture del Mediterraneo

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Cursillo 12 lezioni di
Flamenco e Sevillanas
dal 5 marzo ogni lunedì ore 21-22.30
con Rossella Cicero
Viale Monza n.16 (MM1 Pasteur – MM2 Loreto)
 
 

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Laboratorio di
Tammurriata

lunedì 12-19-26 marzo e 2 aprile ore 21-22.30
con Raffaele e Alesandra
Viale Monza n.16 (MM1 Pasteur – MM2 Loreto)
 
  

Cursillo 12 lezioni di FLAMENCO e SEVILLANAS
dal 5 Marzo ogni lunedì ore 21-22,30
condotto da Rossella Cicero
 
Breve corso di 12 lezioni per imparare ‘las Sevillanas’ , un ballo appartenente alla tradizione popolare, che si balla in tutta l’Andalusia: nelle ferias, fiestas e romerias ogni occasione è buona per ballarle, ma anche al di fuori dei confini andalusi le Sevillanas entusiasmano per il dinamismo, l’eleganza, la distensione e l’allegria che suscitano.E’ un ballo di coppia (uomo-donna o due donne) ed è composta da quattro brevissime danze ciascuna delle quali formata da tre parti o tercios. A ciascuna danza corrispondono una copla (testo poetico cantato) e una serie di passi.
Le Sevillanas contano una grande varietà di stili che riflettono sia i diversi temi del cante che i modi di suonare; le più conosciute sono quelle della feria (che cantano la bellezza della città e della festa), le rocieras (legate alle celebrazioni dei pellegrini alla Madonna del Rocio), corraleras (che si cantavano nei cortili delle case), biblicas (ispirate alla Bibbia e a fatti storici), marineras (temi in relazione con il mare), boleras (quelle che continuano la tradizione della scuola bolera).
Accompagnate prevalentemente da chitarra e palmas, alcune anche dalle castañuelas (nacchere) altre come le rocieras da flauti, tamburini e dallo schioccare delle dita (pitos), altre infine accompagnate dall’orchestra.
In ciascun incontro si inizierà con una buona tecnica di Flamenco che permetterà di conoscere meglio le caratteristiche del ballo por Sevillanas.
 
Programma degli incontri:
-esercizi di riscaldamento finalizzati alla percezione e integrazione dei dinamismi delle danze andaluse, postura e coordinazione
-tecnica del braceo, vueltas e zapateado
-ascolto e comprensione del compas (ritmo) e dei testi in relazione al canto
-apprendimento delle sequenze di passi e posizioni; caratteristiche del ballo, comunicazione e valorizzazione della espressività personale
-approfondimenti culturali: le feste in Andalusia
-pratica della danza, in alcuni incontri con musica dal vivo
 
 
 
Laboratorio di TAMMURRIATA
Lunedì 6-13-20-27 Febbraio ore 21-22,30
4 incontri condotti da Raffaele e Alessandra
 
La tammurriata è il canto sul tamburo che accompagna il ballo tradizionale.
Autentica e affascinante espressione della realtà popolare della Campania, è legata alla tradizione contadina e ad una cultura radicata nell’antico mondo rurale vincolato ai cicli delle stagioni e alle necessità dettate dal rapporto con la terra.
Occasioni per il canto ed il ballo sono le feste popolari associate in particolare alla devozione alla Madonna; il culto mariano, profondamente radicato nella tradizione popolare campana, fa trasparire una religiosità lontana e antichi legami ad un mondo magico-rituale che oscilla perennemente tra sacro e profano.
Il ballo della Tammurriata è un ballo di coppia eseguito all’interno di un cerchio composto da suonatori, cantatori e da tutti i presenti, attraverso caratteristiche comunicative di una ritualità condivisa. Porta con sé molti elementi simbolici, messi in evidenza dai passi che assumono un significato a metà tra il mondo reale e quotidiano e l’immaginario; è una danza terrena in cui la gestualtà codificata, trasmessa per imitazione, costituisce il canovaccio di una personale espressività.                                                                          
Si caratterizza in base alla zona di provenienza e le differenze sono legate anche alle caratteristiche geografiche dei luoghi. Utilizza, oltre la tammorra, particolari strumenti musicali: le castagnette con cui i danzatori marcano il tempo mentre eseguono movimenti con le braccia, il putipù o tamburo a frizione, il triccheballacche e la tromba r’è zingare o scacciapensieri.
Programma dei 4 laboratori di avvicinamento alla Tammurriata:
-approccio basato sulla dimostrazione e l’insegnamento dei principali passi in relazione allo stile Agro Nocerino Sarnese;
-il significato della festa; calendario delle celebrazioni mariane;
-la musica: principali aspetti del canto e del ritmo; gli strumenti; tecnica e pratica delle castagnette;
-la comuncazione, codici di partecipazione ed interazione: il cerchio cioè lo spazio rituale; caratteristiche del ballo in coppia; passi, variazioni, votate.
-pratica della danza.
 
 
 
  
FEBBRAIO-MARZO 2012
  
 
Danza Africana
domenica 5 febbraio ore 15-18
con Madeleine Mabita Nna
Viale Monza n.16 (MM1 Pasteur – MM2 Loreto)
 
 
Laboratorio di
Tammurriata
lunedì 6-13-20-27 Febbraio ore 21-22,30
4 incontri condotti da Raffaele e Alessandra
Viale Monza n.16 (MM1 Pasteur – MM2 Loreto)
 
 
Seminario di
Danza Egiziana Contemporanea
Zâr
domenica 26 febbraio ore 11.30-16.30
Rossella Cicero – Margherita Di Vilio – Francesca Fantuzzi
Via S.Gerolamo Emiliani 1 (MM3 Porta Romana)
 
 
Cursillo 12 lezioni di
Flamenco e Sevillanas
dal 5 marzo ogni lunedì ore 21-22.30
con Rossella Cicero
Viale Monza n.16 (MM1 Pasteur – MM2 Loreto)
 
 
 
Nuovo Corso di
Danza Egiziana Contemporanea
dal 1° febbraio - mercoledì ore 19-20.30
con Rossella Cicero
Via S.Gerolamo Emiliani 1 (MM3 Porta Romana)
 
   
  
  
  
MEDITERRANEA
Informazioni e prenotazioni
0287186816 – 3336144979
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STAGE DI DANZA EGIZIANA CONTEMPORANEA
ZÂR
Danza e musica di una ritualità popolare tra Africa e Mediterraneo
 
 
In Egitto la danza e la musica popolare sottolineano e celebrano, in una dimensione di partecipazione collettiva, diversi momenti e tappe della vita.
 
Dalle forti influenze culturali africane, lo Zâr è un rituale propiziatorio e di pacificazione; una forma di terapia popolare che permette alla persona che la pratica di stabilire un’intesa profonda con se stessa attraverso la musica, la danza e la comunione con gli altri.
La finalità è quella di attenuare i disagi della vita quotidiana, soprattutto delle donne, partendo dalla concezione che malesseri e difficoltà potrebbero essere causati dalla possessione da parte di energie o spiriti con i quali occorre imparare a convivere per ottenerne la benevolenza.
Nelle cerimonie, occasione di aggregazione e forma di festa, la danza e la musica, strettamente legate, svolgono una funzione sociale e culturale comune a molte terapie popolari legate al sapere collettivo e alla tradizione (la pizzica tarantata del Salento ne è un esempio) e costituiscono elemento centrale del percorso iniziatico.
La danza, portatrice di storia e di storie, diventa così campo di esplorazione e trasformazione.
Lo stage, prendendo spunto ed ispirazione dagli elementi, dai movimenti e dai ritmi delle cerimonie Zâr e da altre che incorporano elementi Sufi, sarà una possibilità ottima per conoscere o approfondire il linguaggio della danza egiziana attraverso alcuni tratti caratteristici delle forme ed espressioni rituali popolari.
Una parte dello stage, con l’antropologa Margherita Di Vilio, sarà dedicata a conoscere il contesto, sociale, culturale, religioso all'interno del quale lo Zâr si é diffuso, sviluppato e si continua a praticare.
 
Il seminario si articola in diverse fasi:
-          riscaldamento e risveglio del corpo con training fisico generale e specifico su elasticità e flessibilità, appoggio, allineamento, equilibrio dinamico, respiro
-          caratteristiche della danza egiziana contemporanea: esercizi di sensibilizzazione su radicamento, centratura, connessione e trasmissione del movimento; sequenze nello stile Baladi con percussione dal vivo
-          approccio alle caratteristiche fisiche della ritualità: il legame profondo con il suolo, gli impulsi dinamici ed i silenzi, il rapporto privilegiato con il ritmo; lavoro su oscillazioni, spirali, sospensioni, ricadute, ripetizioni
-          movimento autentico, autenticità di interpretazione: sequenza coreografica ispirata ai rituali Zâr e Sufi
-          Margherita Di Vilio, antropologa, amante e profonda conoscitrice della cultura egiziana parlerà del contesto sociale, culturale e religioso dello Zar*
-          la comunicazione: partecipazione e dialogo del gruppo; ascolto e interazione con la percussione
-          l’improvvisazione, ricreare ciò che si conosce: la danza spontanea attraverso la presenza nel momento. Il Tarab ovvero l’ascolto vivo e partecipe. Esperienza
-          Conclusione
*Quando musica e danza diventano rito, del quale sono protagoniste le donne, che tramite esso cercano di pacificare il demone che le possiede, se siamo in Egitto si parla di Zar.
Ma chi sono queste donne? Quando e dove si svolgono questi riti? Cosa c'entra (se c'entra) l'islam? Per capire meglio le caratteristiche di questa danza è giusto avere un'idea del contesto, sociale, culturale, religioso all'interno del quale si é diffuso, sviluppato e si continua a praticare.

 

 

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